Al fronte i blindati donati dall'Italia a Kiev

Da alcuni giorni sono comparse sul fronte ucraino immagini di veicoli blindati Iveco Lince. Ma non si tratta dei mezzi catturati all’armata russa, che ne ha prodotti su licenza alcune centinaia: questi hanno la mimetizzazione dell’esercito italiano. Si tratterebbe infatti di materiali donati dal governo Draghi o almeno così vengono presentati dai soldati di Kiev. Impossibile avere conferme ufficiali, perché la lista degli aiuti bellici alla resistenza è segreta. Ma le foto sono inconfondibili: si tratta di Lince della prima serie, che le nostre forze armate si preparano a sostituire con il nuovo modello.

Gli ucraini le hanno richieste da mesi. All’inizio dell’invasione sono riusciti a sottrarne una dozzina alle avanguardie russe, che le impiegano soprattutto nei reparti scelti, e sono rimasti entusiasti delle prestazioni di questo fuoristrada, progettato per proteggere l’equipaggio dall’esplosione delle mine: una minaccia sempre più frequente nelle pianure del Donbass. All’inizio del millennio, l’industria di Bolzano è stata la prima al mondo a realizzare un mezzo concepito per le nuove guerre, come quella in Iraq e in Afghanistan: in caso di scoppi dal basso, la struttura assorbe l’onda d’urto ed evita che parti del motore o della trasmissione colpiscano l’equipaggio. Una caratteristica che ha salvato la vita di decine di militari italiani in Afghanistan, tanto da venire ribattezzata “Santa Lince”. La cabina è a prova di proiettile e dispone di blindature aggiuntive che possono venire montate per affrontare mitragliatrici e razzi.

Subito gli ordini e le esportazioni si sono moltiplicate in pochi anni: è stata adottata persino dai militari britannici e fino ad oggi ne sono state costruite più di quattromila. Il contratto più singolare è stato firmato dal ministero della Difesa di Mosca che nel 2011 – quando i rapporti con l’Italia e con l’Occidente erano ottimi – scelse di comprarne ben 1.775. Poi le proteste delle fabbriche statali russe spinsero a sospendere l’accordo nel 2013 dopo l’arrivo dei primi 358 esemplari ma in realtà molti altri sono entrati in servizio negli anni successivi: una stima ufficiosa parla di quasi novecento Rys – il nome russo del veicolo – presenti nell’arsenale del Cremlino.

Adesso pure l’Ucraina ha le sue Linci.


Fonte: Al fronte i blindati donati dall'Italia a Kiev

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